25/02/2016 ~ 4:20 am



Il termosifone della stanza da letto perde acqua come quello del salotto, il ticchettio leggero delle gocce che si infrangono sul rigonfiamento di umido del parquet è ammutolito da quello violento della pioggia che colpisce i vetri delle finestre con una costanza che dura da ore. I tuoni che rimbombano in lontananza non riescono a scalfire il sonno di Dani che è appena crollato sul letto, accanto ad Arnaud che è ancora sveglio e sta finendo di fumarsi la loro sigaretta.

Arnaud sa che non chiuderà occhio nemmeno stanotte. Lo sa come sa che il padre di Dani potrebbe non tornare a camminare, lo sa perché la mattina di quel tre novembre, nelle ultime file delle panche della chiesetta di Fontevraud, Elouan non sedeva sulle panche ma sul cuscino sfatto di una sedia a rotelle. Lo sa e si è anche chiesto se tra i ragazzi che hanno sfondato la sua palestra e le gambe di suo padre non ci fossero anche Gérard, Tristan o Marcel. O se invece almeno uno dei tre sia riuscito a riscattarsi. Se Tristan sia riuscito a rimediarsi i soldi per andare a studiare all'estero, Marcel ad impugnare l'archetto di un violino al posto della spranga con cui ruppe le ginocchia di Elouan, Gérard ad evitare di vedersi portare via la casa dai debiti di suo padre e le due sorelle dalla strada. Ci spera, ma questo non lo sa.

Butta la cicca esaurita sui jeans abbandonati sul pavimento e prova a dormire, ritrovandosi a riaprire gli occhi ogni volta che i pensieri si fanno troppo ingombranti e si mischiano ai ricordi più insistenti del fumo che impregna le lenzuola e volatili come la cenere che ci fa cadere sopra. Smette di rincorrerli per ripercorrere con la punta dell'indice le linee d'inchiostro sulla pelle del compagno, mettendone a fuoco una parte in ritardo. Si trova a sorridere senza rendersene conto.

«Tout va bien, lion.»

Recita le tre parole impresse sul suo addome strusciandoci sopra la mano che risale dall'elastico dei suoi boxer fino al suo petto, poi si addormenta con la guancia appoggiata al disegno della leonessa che tiene il cucciolo per la collottola.