L'automobile rovesciata sul marciapiede perde benzina e sangue; perde benzina dalle lamiere accartocciate contro il parapetto di mattoni e perde sangue dai corpi dei due automobilisti schiacciati uno contro l'altro. Uno ha la testa rovesciata sul cruscotto, l'altro le mani sul volante e le cervella schizzate sul parabrezza mandato in frantumi dall'impatto. L'odore di benzina copre quello di bruciato e impregna la felpa rossa della ragazza accanto alla quale s'è appena chinato Arnaud a pochi metri dalla vettura; la scuote, le cerca addosso le pulsazioni mentre Marianne scandisce i codici di emergenza ad alta voce, Samuel si mette in disparte insieme al proprio telefono e i pochi che potevano allontanarsi sulle proprie gambe l'hanno fatto.
- Cinque punto due, tre punto zero, due punto due. -
Non trova le pulsazioni e pensa che sia perché la sua mano ha cominciato a tremare. Quando rinuncia a premerle il pollice sul polso e la strattona violentemente per le spalle, si rende conto della macchia scura che non è benzina e che quello che ha tra le mani potrebbe facilmente essere un cadavere. Ma, più di tutto, si rende conto di avere i talloni sulla traccia dello pneumatico sull'asfalto che divide i corpi a terra da quelli ancora in piedi. A conti fatti, non erano poi così distanti.
- Ripeto: cinque punto due, tre punto zero, due... -
Nessuno trova ancora il tempo di dare un senso ai minuti che quel mancamento ha sottratto alla memoria di alcuni. Jaime cerca come può di allontanare i feriti dai resti taglienti delle due automobili, Samuel si immerge nel display illuminato nello smartphone come se tutto il resto non esistesse, Marianne ha finito di chiamare i soccorsi e sta parlando al telefono con Calvin. Arnaud si è messo a correre come un pazzo verso il parapetto annerito dal fuoco degli artisti di strada che ha rischiato di accendere un rogo al posto del lago di benzina che calpesta con le suole degli anfibi. Chiude gli occhi, inspira, apre la bocca e svuota lo stomaco in un conato violento che lo spinge in avanti e poi lo rispedisce indietro prima che si accorga del corpo senza vita che galleggia nelle acque del Verona; qualcuno, preda del trambusto, si è buttato di sotto.
- ... -
Marianne gli sta gridando qualcosa ma la sua voce è lontana e non riesce a decifrare il labiale, le sirene sono vicine, ha il telefono in mano e sfoglia la rubrica con le dita che faticano a trovare il numero giusto. Poi finalmente lo trova e schiaccia l'orecchio contro gli squilli che si susseguono a vuoto.
- Oh. Dani ici, j'suis peut-être en train de m'occuper de mes affaires... laisse-moi un message après le bip sonore. -
«...» - interrompe la chiamata soltanto qualche attimo dopo il bip sonoro della segreteria telefonica. Il primo messaggio registrato è di pochi secondi: contiene un sospiro irrequieto e le sirene delle prime ambulanze. Ricompone il numero, conta gli squilli.
- Oh. Dani ici, j'suis peut-être en train de m'occuper de mes affaires... laisse-moi un message après le bip sonore. -
«Dani.» - si schiarisce la voce con un colpo di tosse e si pulisce la bocca. «Niente ti volevo dire che, mi prendo un paio di giorni di ferie questo fine settimana, così, andiamo a trovare tuo padre e stiamo un po' insieme, se ti va.»
La ragazza dalla felpa rossa, nel frattempo, viene caricata sulla barella da due volontari e le sirene della polizia si sommano a quelle delle ambulanze.
«... sto a Verona Kreek con Mortimer dov'è successo quel casino, eravamo in servizio e ci hanno chiamati, siamo appena arrivati con la volante. Ora chiudo che torno a lavorare, 'nenuit.»
La ragazza dalla felpa rossa, nel frattempo, viene caricata sulla barella da due volontari e le sirene della polizia si sommano a quelle delle ambulanze.
«... sto a Verona Kreek con Mortimer dov'è successo quel casino, eravamo in servizio e ci hanno chiamati, siamo appena arrivati con la volante. Ora chiudo che torno a lavorare, 'nenuit.»
Arnaud chiude la comunicazione e rimane imbambolato sulle luci blu intermittenti, crollando a terra con gli occhi spalancati e il telefono stretto tra le dita. Era una bugia e avrà vita corta, ma ha scacciato il languore per fare spazio ad un sollievo simile a quello che proverà tra pochi minuti la ragazza dalla felpa rossa che, sotto le scariche del defibrillatore, ha appena riaperto gli occhi.